venerdì, 25 agosto 2006
author: Tittyna @ 25/08/2006 23:35
category: blog, tittyna
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Non sono morta. Diciamo quasi.

domenica, 13 agosto 2006
author: Tittyna @ 13/08/2006 00:02
category: blog
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Un'altra stagione è finita e da lunedì sarò in ferie. Il regalo che mi sono fatta è questo nuovo template, ed una struttura modello sito web che sono riuscita a creare utilizzando le possibilità offerte da Splinder, di costruire tre blog con un account gratuito. Certo, avrei preferito un vero e proprio sito web, ma francamente sarebbe stato chiedermi troppo. Non ho le capacità tecniche per farlo, non avevo voglia di chiedere aiuto a chi sa farlo, non saprei acquisire un dominio, tantomeno gestirlo.

Grazie alla tecnica dei banner con link, invece, ho realizzato una rete di collegamenti che idealmente rendono il Tittyna Blog la home page di un sito composto da più pagine. C'è la pagina dove ho raccolto tutti i miei racconti, "Babyface", c'è la pagina dove ho pubblicato interamente il romanzo breve "Occhi chiusi", la prima delle "Manila's Stories", c'è la pagina dove proseguirò il "Manuale della Vita di coppia". Insomma, tante novità per riprendere entusiasmo e voglia di comunicare in vista di settembre e della nuova stagione, che sperò sarà ricca di novità piacevoli. Ovviamente saranno graditissime opinioni, consigli e suggerimenti.

Vi auguro delle splendide vacanze, un felice ferragosto, anche se non credo riuscirò a stare mai troppo lontana da qui.

martedì, 08 agosto 2006
author: Tittyna @ 08/08/2006 21:25
category: music, madonna
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madonna gold

Due ore e dieci minuti di show ininterrotto, senza un secondo di pausa sonora o visiva. Musica, luci, immagini, parole, trovate e rappresentazioni che se non fossero state tanto chiacchierate in precedenza, avrebbero lasciato ancor più stupiti. Ma lei è la Regina del pop e quando, in chiusura di show, le ballerine la cingono con un mantello bianco che recita Dancing Queen sulle spalle, altro non è che l’investitura ufficiale da parte di milioni di fans sparsi nel mondo, a dispetto dei critici, dei benpensanti, dei moralisti che attaccano la versione di “Live to tell“ cantata sulla croce, come se un‘artista potesse avere vincoli di censura. Ma tralasciamo questo argomento e l’ipocrisia generalizzata che l’accompagna.

Madonna è la regina del pop, e come tale fa poche concessioni ai sentimenti provinciali. Chi si aspetta ammiccamenti, saluti e baci resta inevitabilmente deluso. Poche parole in italiano, nessuna presentazione iniziale, nessun saluto finale, ma è assurdo aspettarseli, dopo un simile spettacolo. Madonna scende tra i mortali dall’alto, nascosta o meglio protetta da un’enorme mirror ball, che viene giù da 30 metri e si apre in tanti spicchi multicolori sulla bretella che dal palco centrale si spinge in avanti fendendo il pubblico. Lei, in abbigliamento da dominatrice, prende possesso del luogo e dei sensi, determina l’atmosfera, e tenendo al guinzaglio un ballerino, idealmente afferra al laccio tutti i 70 mila dell’olimpico, senza che nessuno mostri l’intenzione di resisterle. E sarebbe inutile anche solo tentarlo.

Due ore dopo, così come è apparsa, Madonna svanisce nel nulla, esattamente come farebbe una Dea, un essere sovrannaturale e mitologico, del quale ci si domanda, uscendo dal tempio, se sia esistita realmente o meno. Quei dieci minuti seguenti, in cui tutti indistintamente si chiedono se lo show è davvero finito, sono un ulteriore parte dello spettacolo che Madonna regala, lasciando in tutti, palpabile, il desiderio che riappaia di nuovo. Desiderio che lei, da Regina del pop, da vera ultima Diva, lascia inappagato.

Tra discesa e sparizione, in una totale full immersion di suoni e colori, lei c’è anche quando non appare, anche quando, nel backstage, si cambia d’abito lasciando agli atleti ballerini il compito d’intrattenere il pubblico. Lei è presente sempre, per tutta la durata di uno show spettacolare, coinvolgente, che fa trascorrere il tempo senza averne percezione. Madonna rappresenta il suo tempo, in qualche caso lo anticipa, in altri lo celebra, in altri ancora lo rievoca dal passato, attualizzandolo. La versione di Like a virgin, con arrangiamento adattato ai ritmi del Confessions Tour, su un cavallo da giostra e movimenti da lap dance, è lontana anni luce da quella del “Blonde ambition Tour” eppure mentre la vivi sai che non potrebbe essere diversamente, che non sono più gli anni 90, che quel che ha fatto lei all’epoca è stato rifatto così tante volte da tanti altri che non avrebbe più senso riproporlo. E che lei è Lei anche per questo, perché mai si è ripetuta, copiata, autocelebrata, rischiando sempre, ad ogni cambiamento, sulla sua pelle.

Cercare perfezioni vocali, virtuosismi musicali, nel suo show, è pura assurdità. Madonna non è più, forse non lo è mai stata, semplicemente una cantante. Le cantanti sono altre, sono quelle che ti rapiscono il cuore per i 4 minuti di un pezzo grazie alle qualità canore e poi via, un’altra canzone. Misurare Madonna su di loro sarebbe come fare una gara di corsa tra una bicicletta e un’auto da corsa. È improponibile. Madonna è lo show, è puro spettacolo pop, planetario, senza confini, senza regole che non siano le sue. Definirla cantante significherebbe ridurne le dimensioni, significherebbe uniformarla alle tante american girls che tentano, da anni e senza successo, di imitarla. Madonna è oltre. È irraggiungibile. È studio maniacale di ogni singolo dettaglio, dalle luci per ogni pezzo alle immagini proiettate sui maxischermi agli abiti suoi come dei ballerini. C’è la musica, le immagini, e ci sono i corpi.

La presenza del corpo è determinante, è il centro pulsante, più che la mente o i sensi. Il corpo si mostra, si concede e si esalta. Le prodezze atletiche mostrate in scena hanno, in parecchi casi dell’incredibile. Più che porre l’attenzione sulla croce di Live to tell, banale rifugio di chi, dello show, ha solo sentito parlare da altri, sarebbe opportuno porla nei confronti di un gruppo di atleti (ballerini sarebbe francamente riduttivo) capace di mostrare come anche le leggi fisiche siano in realtà superabili. Leggi fisiche, leggi spazio temporali, tutto questo viene infranto, superato, cancellato, da uno spettacolo di cui Madonna è principale artefice ed alla quale sarebbe possibile dire solo “grazie”.

Sorry, Get together, Hung up, Substitute for love, Music, Ray of Light, le canzoni proposte poi, alla fine, non hanno alcuna importanza, né quali né in che ordine. Aspettarsene alcune invece di altre, rammaricarsi per non aver ascoltato i successi del passato, tutto questo non appartiene a chi era sotto il palco per godere di lei, della sua presenza scenica, del suo cantare e ballare per due ore senza alcuna sosta.

Madonna è la regina del pop, tutto il resto sono chiacchiere senza costrutto, o pura e semplice invidia di chi vorrebbe da lei concessioni che una Diva, forse l’ultima vera Diva che c’è, non può proprio concedere.

Questo è l'articolo di taglio giornalistico. Domani, invece, la mia giornata e le mie personalissime emozioni lì, nel corridoio tra il palco e il pubblico.

lunedì, 07 agosto 2006
author: Tittyna @ 07/08/2006 13:53
category: music, concerti, madonna
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Madonna Tour

A breve online foto, commenti, video.