domenica, 10 dicembre 2006
author: Tittyna @ 10/12/2006 09:20
category: blog
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giovedì, 09 novembre 2006
author: Tittyna @ 09/11/2006 17:41
category: interviste, piùblog
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logo_intervisteLa casa editrice ARMANDO nasce nel 1948, da un’idea del Professor Armando Armando, e diventa ben presto il punto di riferimento per molti docenti scolastici e anche per molti genitori che trovano nei libri pubblicati dalla casa editrice un prezioso sostegno.

Abbiamo incontrato Andrea Jacometti, che è anche, non solo, il direttore commerciale di questa importante casa editrice romana, per parlare della Fiera della piccola e media editoria, del presente e del futuro della stessa, di internet e di blog. Se un giorno non troppo lontano avrà un blog anche lui, la “colpa” sarà stata nostra.

Clicca sul Banner per l'intervista

mercoledì, 08 novembre 2006
author: Tittyna @ 08/11/2006 12:38
category: tittynanet
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Nuovo post su:

Header

e aggiornate i link, pelandroni, che solo 6 su 60 l'hanno fatto, e non è carino.

venerdì, 03 novembre 2006
author: Tittyna @ 03/11/2006 14:45
category: strane storie
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- Pronto buongiorno, è la “Boutique del frigorifero”?

- Si, buongiorno, mi dica?

- Ecco salve, io ho comprato un frigo da voi, la scorsa settimana e…

- Mi dia il codice alfanumerico di 25 caratteri che è stampato sulla targhetta posta sotto la base del mobile frigo.

- È un frigo alto 186 cm per 110, non so se è il caso.

- Mi serve il codice.

- Ok, aspetti.

 

Due ore dopo

 

- Ho il codice.

- Lei chi è?

- Come chi sono. Ho chiamato prima, ho comprato un frigo la scorsa settimana e…

- Ma non ha parlato con me, prima.

- C’è differenza?

- Che tipo di problema ha?

- Beh, ecco, io ho acquistato un frigo di marca ******** al prezzo di 1.892,00 euro, no-frost. Ora, c’è un iceberg che dalla parete di fondo del frigo si espande verso la porta impedendomi di chiuderlo. È ghiaccio, ne sono certa.

- È molto strano.

- È quello che ho pensato anch’io. Ho detto esattamente così, strano.

- Mi dia nome, cognome, codice fiscale, data di acquisto e numero progressivo dello scontrino fiscale.

- Ed il codice alfanumerico posto sotto la base del frigo? Sa, mi avevano chiesto quello, poco fa, e per reperirlo ho dovuto ribaltare il frigo e mio padre si è fratturato il femore.

- No, quello non serve, lo mettiamo noi per ricordarci chi ha tirato la fregatu… chi ha venduto l’articolo, ma ci regoliamo in base al colore del talloncino, il numero è semplicemente un vezzo.

- Aspetti che cerco lo scontrino.

 

Due ore dopo

 

- Ho lo scontrino.

- Di cosa?

- Del frigo, quello che mi avete venduto lo scorso mese e che dovrebbe essere no-frost invece sembrano le grotte di Frasassi, qui dentro.

- A quanto è regolato il termostato?

- A 2.

- Allora provi a fare così, lo metta a 3, e vedrà che il problema dovrebbe scomparire.

- La scorsa settimana stava su 1, e mi avete consigliato di metterlo a 2. Ora, questo termostato ha sette posizioni, ed io non posso aspettare altre 5 settimane, finché non li abbiamo provati tutti.

- Lei si è registrata sul sito della casa produttrice?

- No, perché, dovevo?

- Allora, mi ascolti, lei adesso va sul sito della ****, si registra, poi con username e password accede all’area privata. Lì, per ogni modello di frigo, troverà tutte le problematiche relative al suo frigo e le soluzioni.

 

Un’ora dopo

 

- Pronto “Boutique del frigo”?

- Si buongiorno mi dica.

- Mi sono registrata, ho la password, ma sul sito non c’è soluzione per me.

- Quale sito?

- Come quale sito, quello della casa produttrice del frigo, ma l’ha consigliato lei.

- Io? Ma scherza?

- Niente affatto. Il problema è che, essendo un frigo no-frost, non c’è nessuna soluzione ad un problema che non dovrebbe sussistere.

- Ah, queste case produttrici. Vendono a prezzi esorbitanti e poi lasciano a noi tutto il lavoro sporco. Fanno questi frigo di merda e poi tocca a noi subirci le lamentele dei clienti. Ma sa cosa le dico, che mi sono proprio rotto di combattere con tutte le telefonate di quelle come lei che solo perché hanno pagato si sentono in diritto di rompere le balle, ha capito? Lo spenga, lasci sciogliere il ghiaccio e lo riaccenda!

- Pronto? Pronto?

 

Un’ora dopo

 

- Pronto, la “Boutique del frigorifero”?

- Questa è la segreteria telefonica della “Boutique del frigorifero”. I nostri uffici sono aperti dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, tranne oggi che abbiamo chiuso un’ora prima. Sabato e domenica, ovvero purtroppo per lei domani e dopodomani, chiuso. Martedì è festa, lunedì facciamo ponte, mercoledì e giovedì chiuso per inventario. A questo punto penso le sia facile immaginare che neanche venerdì saremo disponibili a vagliare le sue richieste. In fondo, aprire il solo venerdì sarebbe alquanto stupido, specie per chi, come noi, approfitterà di questi giorni per usufruire delle ferie pregresse.

Se tra dieci giorni non avrà trovato alternative per la risoluzione del problema, i nostri uffici saranno a sua completa disposizione per qualunque chiarimento. Le ricordiamo che il nuovo numero per i reclami è 899******, al costo di 2.50 euro ogni 10 secondi di conversazione, compresi quelli trascorsi nell’attesa che un operatore sia a sua disposizione.

Arrivederci.

lunedì, 30 ottobre 2006
author: Tittyna @ 30/10/2006 17:46
category: blog, ringraziamenti, wordpress
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HeaderA questo punto ci siamo, e posso anche svelarvi tutto (manco fosse il quarto segreto di Fatima). Questo blog si trasferisce armi e bagagli altrove. Ma non è un altrove qualunque, non è un semplice cambio di piattaforma, come accadde quasi due anni fa, quando decisi di far confluire due blog, quello su Clarence e quello su Excite, qui su Splinder.

Questa volta il passo è più lungo, e diverso anche nei significati. Ho acquistato un dominio, (vero Andrea?), e adesso ho il mio blog motorizzato Wordpress. Più nessun problema di piattaforma, di spazio disco, di manutenzione, di spam e accessi indesiderati. Possibilità tanto maggiori che nonostante i quattro giorni in cui io e Andrea Beggi siamo stati a lavorarci su, ancora scopro nuove funzionalità e possibilità.

Per alcuni di voi sono cose ovvie e già sperimentate ma per la maggior parte, tutti gli amici e le amiche ospitate su Splinder, forse è opportuno dire che si, sono davvero molto contenta di aver fatto questo passo. L’esborso annuo è veramente minimo, i vantaggi innumerevoli. Per dirne una: ad ogni commento inserito nel blog mi arriva una mail con tutti i dati del mittente ed il contenuto. Facilissimo quindi evitare problemi di spam o individuare chi, anche se a me non è mai capitato, entra nei blog con il solo intento di disturbare.

Il discorso morale è invece legato alla verginità del blogger, ovvero mi piaceva molto l’idea del gratuito, l’idea di costruirsi tutto partendo da una piattaforma gratuita, con servizi gratuiti, senza sottostare alle regole del “io pago” o del “sei pagato”.

Ma devo ammettere che sono dettagli. La realtà è che adesso il gioco si fa un pochino più serio, ma solo un poco. Il blog non è ancora definitivo, manca il titolo nell'header e la paginazione, ma sono piccole cose, che sistemeremo in breve tempo.

Due cose, prima di lasciare questo blog:

1- Mi farebbe piacere se tutti coloro che mi hanno, in questi anni, linkata, volessero prendersi il disturbo di reindirizzare i link a www.tittyna.net

2- Chiunque sia in grado di lavorare graficamente su un template wordpress è pregato di scrivermi a tittyna at gmail.com, senza preoccuparsi troppo. Ho solo bisogno di inserire il titolo del blog nell’header.

Un grazie infinito e meritatissimo ad Andrea Beggi, che ha lavorato tre notti al trasferimento del blog, tanto da parlarne in un post, qui.

Questo post è il penultimo. Il prossimo, oltre al link definitivo al nuovo blog, chiuderà quest’avventura con una specie di “Il meglio di…”. Se lo merita in pieno.

giovedì, 26 ottobre 2006
author: Tittyna @ 26/10/2006 20:36
category: blog, internet
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L’ho fatto. Non chiedetemi cosa, non ora almeno, che non saprei neanche spiegarvelo. Sappiate solo che l’ho fatto, e non credevo proprio che avrei mai osato tanto. Invece, forse in un momento di lucida follia, forse perché qualcuno di cui veramente ci si può fidare ad occhi chiusi mi ha regalato il suo aiuto, ho compiuto il grande passo.

Da quel momento, cioè da quando anche voi saprete, niente sarà più come prima. Sto vedendo cose che voi umani, e linguaggi sconosciuti appaiono sul monitor lasciandomi silente e attonita. Sigle misteriose delle quali ricerco un senso, rendendomi conto, nello stesso istante, che un senso ce l’hanno, ma non per me.

Lo so, è tutto molto oscuro, ma è proprio nell’oscurità che sto brancolando da ieri, mentre lui mi dice “tranquilla, non ti preoccupare e, soprattutto, non fare assolutamente niente”. Uno così, lo puoi solo amare.

lunedì, 23 ottobre 2006
author: Tittyna @ 23/10/2006 23:54
category: segnalazioni, articoli, ringraziamenti, giornali
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E’ uscito oggi Cosmopolitan di novembre. All’interno, nell’articolo a firma Barbara Sgarzi e che tratta di internet e nuove professioni, possibili e impossibili, una mezza colonna mi riguarda, con una breve intervista e qualche consiglio. Inutile negarlo, fa sempre piacere affacciarsi sulle pagine di una rivista tanto famosa e venduta. Voi, se volete, acquistatela e poi, dal parrucchiere, leggete la parte che mi riguarda vantandovi dell’amicizia che ci lega.

 

E’ in uscita il numero zero di “Bedroom Eyes”, una rivista di cultura dell’eros, alla quale ho offerto il mio contributo, accompagnata da artiste d’indubbio valore come Monica Maggi, Eliselle, Koshka, tanto per dire quelle che leggo e conosco. È possibile scaricare il pdf gratuito della rivista a questo indirizzo, mentre tra qualche giorno sarà acquistabile la versione cartacea sul sito lulù.com. Intanto però scaricatelo e dateci un’occhiata, che è interessante e gratis.

 

Infine un ringraziamento a Mister X di Comicomix, per la bella immagine che mi ha regalato, e che fa ora bella mostra di sé in alto a sinistra. Me ne ha regalata un’altra, ma quella finirà direttamente sul mio Flickr, altrimenti mi accusate di montarmi la testa. Queste tre belle cose, però, fanno di questo lunedì uno stranissimo, eccitante, inizio settimana.

venerdì, 20 ottobre 2006
author: Tittyna @ 20/10/2006 22:44
category: blog, strane storie
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Velocità fa rima con superficialità. Sei in rete, a millemila megabyte di velocità, adsl, bande larghe, connessione veloce, e poi hai un blog, e ci devi scrivere qualcosa, essere sulla notizia, che domani è già roba vecchia, passata, sostituita.

Velocità fa rima con superficialità, tanto che importa dov’è il torto e la ragione, stiamo parlando di bytes, mica di persone. Dovresti pensare, per farti un’opinione. Dovresti informarti, per farti un’opinione. Ma pensare costa fatica e informarti costa tempo. Magari sei un po’ a corto e non ne hai da spendere.

Potresti chiedere, chiamare, sentire un po’ di storie e poi, con calma, senza fretta, farti un’opinione. Ma non c’è tempo, la banda larga, la connessione veloce, il tempo stringe, e allora dammi un’opinione, la prima che ti capita, una semplice, che sembri buona. Tanto poi, domani, è tutto passato, andato, scaduto, c’è altra roba da valutare, con un’opinione presa in prestito. Pensare costa fatica, informarsi costa tempo. E non c’hai voglia.

Ha ragione il primo che parla, quello che strilla ai quattro venti, urlacchiando come una bimba viziata, che ce l’hanno tutti con lui. Quello che fa più casino, quello che scende nel suo baretto a farsi dar ragione dai compari.

E la gente che non ha coscienza, e soprattutto che non ha coerenza, che oggi abbraccia la vittima sacrificale e domani il carnefice, quella gente che va ai funerali con il fazzoletto in mano tacendo ipocrita il nome dell’assassino, mi fa sempre piacere scoprirla dall’altra parte della barricata. Mi fa sentire dalla parte giusta.

mercoledì, 18 ottobre 2006
author: Tittyna @ 18/10/2006 13:05
category: interviste, piùblog
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Loredana LipperiniÈ fresca di pubblicazione la seconda delle PiùBLOG-interviste. Stavolta abbiamo strappato al lavoro, all’affetto dei suoi cari ed ai super polemici commentatori del suo blog, niente meno che Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista, blogger e tanto ma proprio tanto altro ancora. In una sorta di piccolo tentativo di erosione di pazienza altrui, ho aumentato di qualcosa le domande. La speranza è che gli intervistati non se ne accorgano e che, alla fine, si riesca a fargliene un bel po’.

L’intervistata dice parecchie cose interessanti, che non voglio anticipare qui, ma sulle quali mi piacerebbe discutere. Una? Questa:

 

(cit.) dopo svariati giorni passati a leggerli (i blog, ndr) mi sono resa conto che mi interessava molto di più questo tipo di lettura che la rassegna stampa quotidiana.

 

Non male vero, detto da lei.

Click sul banner per l'intervista integrale.

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lunedì, 16 ottobre 2006
author: Tittyna @ 16/10/2006 20:50
category: concorsi, piùblog
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EmozioniTra le varie iniziative correlate al convegno “PiùBLOG” ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore. Noi tutti, scrittori e lettori di blog, abbiamo in comune almeno una particolare passione. La lettura. Il concorso “Emozioni tra le righe” è un modo diverso, particolare, per certi versi speciale, di rendere omaggio al libro che, più di tutti, ha in qualche modo segnato un momento particolare della nostra vita. Può essere il libro che consideriamo il capolavoro assoluto, o quello che ci è stato regalato da una persona per noi importante. Può essere il primo che abbiamo letto, o l’ultimo, o quello che tenevamo tra le mani quella volta che, improvvisamente, si è materializzato davanti a noi un sogno.

Dieci righe, non di più, non di meno, per fissare sulla carta un’emozione, un ricordo, o poche semplici parole. Su carta, certo, perché i migliori 200 post saranno pubblicati in un libro che sarà distribuito durante i giorni del convegno (dal 7 al 10 dicembre, PalaCongressi, Roma).

Questo è il link del regolamento, dove potrete trovare tutte le informazioni in merito al concorso.

Questo è la scheda che dovrete compilare per partecipare al concorso.

Qui, invece, i post già affrancati e spediti, pronti per essere selezionati.

Tra qualche giorno spedisco il mio, e poi vado a controllare. Vi aspetto lì.

venerdì, 13 ottobre 2006
author: Tittyna @ 13/10/2006 21:05
category: pensieri, scritture, tittyna
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Riflettevo, ultimamente, su un fatto curioso che mi riguarda, ma che forse dovrebbe riguardare anche uno psicologo, a questo punto. E visto che probabilmente, tra le migliaia di blogger, qualcuno farà anche questo mestiere, lo metto qui sul mio blogghino, che viste le tariffe che girano, magari risparmio anche qualcosa.

Come alcuni di voi sapranno, su Babyface sto pubblicando una raccolta di tutti i racconti che ho scritto per la rete e mi sono accorta, rileggendoli, che tutti, ma proprio tutti, hanno come titolo un nome. Secondo voi c’è un motivo?

Diciamo la verità, domani è un giorno importante, io porto la “Storia di Norah”, e tutto questo serve a non pensarci troppo, che poi non dormo.

giovedì, 12 ottobre 2006
author: Tittyna @ 12/10/2006 19:59
category: blog, considerazioni
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Alle volte m’infilo in discussioni che, so benissimo, non mi porteranno da nessuna parte. Non è amor di polemica, Dio me ne scampi, piuttosto voglia di scambiare opinioni, di considerare l’altrui ottica, mettere alla prova le proprie convinzioni, spesso su argomenti di poca importanza, che per le Grandi Questioni c’è chi mi fa il favore di pensare per me, e non sarò mai abbastanza grata.

Invece mi scontro, spesso e volentieri, con acrobati dell’opinione, virtuosi dell’arrampicata sugli specchi, gente che lancia il sasso e poi ti indica col dito, per dire “sei stata tu”.

Vedo adulti comportarsi da bambini e quando glielo fai notare, esattamente come farebbe un bambino t’insultano, pensando che tu non sappia leggere tra le righe o, peggio ancora, fregandosene.

Esempio pratico:

XX: Tu devi stare zitta, ti proibisco di parlare.

YY: Io non credo sia giusto impedire a qualcuno di parlare. Stai sbagliando.

XX: Siamo in un paese libero, posso dire ciò che voglio.

 

Cosa vogliamo aggiungere, a questo dialogo?

martedì, 10 ottobre 2006
author: Tittyna @ 10/10/2006 17:49
category: interviste, piùblog
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Intervista a Selvaggia

Ed ecco la sorpresa alla quale mi riferivo nel precedente post, riguardo PiùBLOG. Ottenuto il via libera dalla Capa Assoluta e Sovrana Marina Bellini, eccomi nelle vesti di giovane reporter d'assalto alle prese con le celebrità del mondo dello spettacolo. Le "PiùBLOG-Interviste" vedranno sul banco degli inquisiti blogger, scrittori e scrittrici, cantanti, attori, sportivi, editori, insomma, tutto quel che la vostra "brava giornalista" riuscirà a catturare in rete.

Il fatto che per giovane s'intenda sotto i 25 anni e che le mie interviste le ho realizzate dal divano di casa, nulla toglie alla qualifica di giovane reporter d'assalto, questo sia ben chiaro. E questo bannerino conferma semplicemente il fatto che lo sono. Quindi, da adesso, tutti su PiùBLOG a leggere. Mi raccomando, caro lettore, accorri numeroso.

PS: lo ammetto prima che accada, se Selvaggia commenta qui, giuro, la nomino mia santa protettrice.

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giovedì, 05 ottobre 2006
author: Tittyna @ 05/10/2006 16:44
category: segnalazioni, blog, articoli, soda, piùblog
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Non faccio per vantarmi, ma qui c’è gente che lavora. E lavora sodo. E a proposito di sodo, dopo mesi di oscure fatiche sono riuscita a fare breccia in quel gelido pezzo di roccia che è il cuore di Rael, ed a farmi accettare una rubrica nel Collettivo Soda, una sorta di magazine letterario di cui si favoleggia abbia parlato addirittura il “Rolling Stone”.

Stufa di leggere le storielle misogino-depressive di Roberto Tossani per la rubrica “Passerotta non andare via”, ho inaugurato la serie de “Il passero solitario” con un pezzo da cui è facile capire chi, o cosa, sarà il protagonista assoluto dei miei deliri. Lui. Pedice. Perché insomma, e non si può mica sempre e solo parlare di Lei. Da oggi, quindi, sarò la vera anti-Tossani.

"Apice e Pedice" lo trovate a questo link, ma il consiglio, ovvio e banale, è di dare uno sguardo al tutto, poiché merita.

Proseguendo in una sorta di milanesità acuta (faccio tutto mi), aggiungo che sto preparando per PiùBLOG una sorpresa non da poco. Ancora pochi giorni di pazienza, e poi vi svelerò tutto. Sappiate solo che sono andata ben oltre quel che non osavo neanche sperare. Ma le vie del blog sono infinite, altro che.

In più qui, sul blog di Blimunda, trovate un bel post sulla manifestazione, a conferma che a volte non si è giornaliste per caso.

Bene, il post autocelebrativo può considerarsi concluso, ma non escludo il ritorno.

martedì, 03 ottobre 2006
author: Tittyna @ 03/10/2006 20:23
category: blog, inedita, blograduni, piùblog
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PiùBLOGDa IneditaBlog a PiùBLOG il passo, temporale, è stato breve. Non altrettanto breve, e tanto meno facile, lo è stato sul piano dell’impegno, dell’organizzazione, della crescita collettiva della community che è alla base di questa manifestazione. Il convegno, benché con un nome diverso, è la naturale prosecuzione di quanto nato sul web lo scorso anno, per opera di Marina Bellini innanzitutto, e poi di tutti i bloggers che hanno aderito con entusiasmo al lavoro preparatorio svolto sull’IneditaBlog dal settembre 2005 e sfociato nei 4 giorni della Fiera di Genova, lo scorso febbraio.

IneditaBlog allora, PiùBLOG oggi, è una blogonave della blogosfera sulla quale tutti possono salire per offrire la propria presenza, il contributo morale, materiale, di lavoro concreto così come di idee, opinioni, progetti. Blogonave perché, vivendo intensamente la blogosfera, è bene ogni tanto porre una certa distanza da essa per coglierne il momento, i valori, i pregi e gli errori insiti nel mezzo per utilizzarlo sempre meglio, in piena coscienza. Inoltre, base portante del progetto, è quello di avvicinare e mettere in comunicazione l’editoria cartacea con i bloggers, i potenziali nuovi autori per la carta stampata. Di esempi ce ne sono anche troppi, dal caso editoriale Pulsatilla a Luca Ricci, da Roberto Tossani a Lina Dettori, dalle case editrici Untitl.ed a Scrittomisto a Zandegù.

PiùBLOG, grazie all'ospitalità dell’Associazione Italiana Editori, sbarcherà a Roma, per inserirsi nel contesto dell’ormai nota e visitatissima fiera della piccola e media editoria, “Più Libri, più liberi” che si svolgerà dal 7 al 10 dicembre presso il Palazzo dei Congressi, all’Eur.

Sul sito ufficiale del convegno troverete tutte le informazioni sulla manifestazione. Sul blog, invece, troverete la community che nasce sul vecchio IneditaBlog e che provvederà, qualora digitaste il vecchio url, a reindirizzarvi al nuovo sito. Su PiùBLOG è stato trasferito tutto l’archivio di Inedita, pertanto chi già era tra i partecipanti non avrà alcun problema a ritrovarsi tra gli autori. Per tutti gli altri, per quelli che non hanno sentito parlare di Ineditablog, ma sono incuriositi da questo progetto, non c’è altro da fare che rivolgersi tramite messaggio privato su Splinder o posta elettronica a Marina Bellini o al suo staff:

Mitì Vigliero, Leo Sorge, Tittyna Cerquetti.

Vi aspetto, senza limitazioni di piattaforma, di tipologia, di qualità e orientamento politico, religioso, sessuale. Basta avere un blog e siete abilitati ad esserci. Ora, da parte mia, siete anche invitati.

lunedì, 02 ottobre 2006
author: Tittyna @ 02/10/2006 18:04
category: ringraziamenti, tittyna
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Quando si tratta di compleanni c’è sempre una lista di regali ricevuti. Spesso è una lista puramente mentale, uno scorrere di immagini di oggetti che, uno dietro l’altro, fanno allargare le labbra in un sorriso compiaciuto. Ed è giusto così, perché i regali sono importanti. Quel giorno, pochi o addirittura pochissimi anni prima, sei venuta alla luce e tutti, intorno a te, hanno fatto festa. Ad ogni compleanno il rito si ripete. Tu, in qualche maniera, rinasci e tutti quelli che ti vogliono bene, che ti amano, portano dei doni per rinnovare la festa, la gioia della tua venuta al mondo.

È piacevole fare la lista dei regali e poi, diciamolo sinceramente, a chi è che non piace riceverli, a chi non piace sentirsi circondata, oltre che dall’affetto, anche dalle cose che quell’affetto lo testimoniano concretamente.

Perciò la faccio anch’io, la lista dei regali che ho ricevuto, per questi miei 22 anni più qualcun altro che al momento, non so bene perché, mi sfugge di mente, come fosse una lista di nozze posticipata, anche se per questa, purtroppo, un negozio dove farla non c’è. Non riuscirò a metterci tutti i doni che mi avete fatto, vado a memoria, che non è la mia specialità. Vi accorgerete che alcuni regali sono uguali, ma state tranquilli, non me ne dispiaccio, anzi, ne sono felice.

 Un bacio

Gli anni, i giorni, le ore, i momenti e gli istanti più belli della mia vita (il mio M.)

La sua amicizia, il suo tempo, le parole, gli sguardi, le confidenze, le lacrime, l’affetto (Lisa F., Silvia C., Luca BL,)

La sua semplice esistenza (Manila B.)

La sua ormai triennale presenza (Flaminia)

Il suo sorriso, la sua voce, la possibilità di abbracciarla e di stare con lei (Alessandra G.)

Il suo tempo, le chiacchierate, le sue foto, il suo corpo (Dania)

La sua presenza, la sua intelligenza, i suoi pensieri (Imo, Grazia B., Anne H.)

La sua disponibilità, il suo tempo, i suoi consigli (Loredana L.)

La sua presenza, le sue parole, il suo tempo (Barbara S.)

Un bellissimo scambio di mail. (Selvaggia L.)

La sua semplice promessa di scrivermi (Babsi J.)

La sua capacità di farmi sentire importante (Luca R.)

La sua presenza costante (Giuseppe I.)

Il suo affetto e la sua bravura (Elisa, Angela)

Il suo amore imprevisto e imprevedibile (Susanna)

Le sue parole. Di qualunque tipo, morbide o dure, con filtro o senza. Irrinunciabili. (Eva C.)

Il suo dolce cinismo. Il suo duro romanticismo. E gli sms. (Rocco)

La sua voce, la sua dolcezza infinita, la sua bellezza. (Valentina M.)

La sua ironia, i suoi commenti, il suo libro. (Iacopo S.)

I suoi occhi su di me, le sue parole dentro me. (Alessandro H.)

Averla vista, abbracciata, ascoltata parlare con gli altri. (Giovanna H.)

Solo perché c’è sempre, per me. (Roberto T.)

I suoi rari e silenziosi passaggi (F, Andrea B., Carlo, Gaspare C.)

Il suo essere straordinaria, in ogni cosa che fa. (Barbara D.)

Avermi fatto, nei limiti del possibile, da madre. (M.V.L.)

La stima,l’affetto, la considerazione, l’esperienza, la fiducia, la presenza. (Marina B.)

Avermi fatto sentire una di voi (La redazione tutta di M.)

E poi tu, perché adesso sei qui, perché ci sei.

sabato, 30 settembre 2006
author: Tittyna @ 30/09/2006 23:24
category: amicizia, città, strane storie
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Sulle scale

È davvero strano come il destino, alle volte, si diverta alle nostre spalle. È cosa nota, almeno per chi mi conosce un po’, quanto io sia dalla parte delle donne. Spesso ho notato stupore negli interlocutori quando ho dichiarato, e non senza prove a sostegno, che i miei migliori rapporti di amicizia, di affetto, di lavoro, di collaborazione, sono sempre con altre donne. Amo le caratteristiche peculiari delle donne, e non provando invidia o competizione anzi, esattamente il contrario, ecco che i miei rapporti e la mia considerazione ne guadagnano a dismisura.

Il punto è che oggi riflettevo sulle ultime cose accadute. Una bellissima collaborazione di cui vi parlerò lunedì, un dialogo che mi porterà un’altra bella soddisfazione, di cui vi parlerò tra qualche settimana, ebbene mentre rimettevo a posto carteggi e scritti mi sono resa conto che le tre donne che più mi stanno insegnando, coinvolgendo e gratificando sono nate a Genova. Non una. Tutte e tre.

Potremmo dire due e mezza, visto che una non è propriamente nata a Genova, ma in verità ci vive da così tanto tempo che può considerarsi genovese a tutti gli effetti. C’è un’altra donna, quella che per prima mi ha scoperta e che mi ha offerto la possibilità, per la prima volta nella mia vita di pubblicare un mio testo in un libro, che ha con Genova un legame fortissimo e particolare. E ce n’è un’altra ancora, adesso che ci penso, che è genovese anch’essa e che mi ha offerto la possibilità di scrivere in rete nel suo portale.

Tutte donne, tutte legate a Genova. Chissà qual è il disegno, dietro tutto questo.

venerdì, 29 settembre 2006
author: Tittyna @ 29/09/2006 22:56
category: segnalazioni, strane storie
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Ci guarda mentre non guardiamo, ci invita ad ascoltare mentre ci tappiamo le orecchie, vuole andarsene mentre noi, sordi, continuiamo a trattenerla. Fumo che scivola via, fumo che resta e occhi che guardano lassù, in cerca solo di pace, dopo tanto vissuto.

Tutto intorno, spesso, è silenzio assordante.

giovedì, 28 settembre 2006
author: Tittyna @ 28/09/2006 16:23
category: segnalazioni, blog, blograduni
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Noantri Birra Party

Martedì 3 ottobre dovreste essere liberi. Non è un sabato, non è una domenica, e alle 20:30 di norma non si celebrano matrimoni, battesimi, tantomeno si prendono appuntamenti per tac o mammografie.

Quindi, ovviamente, scuse plausibili non ce ne sono, a meno che non vi troviate a Bolzano marittima. Sul sito di quella banda di matti trovate tutte le info necessarie su luogo, orario, menù e preventivi di spesa. Visto che attualmente il rapporto uomini/donne si è stabilizzato sul 10 a 1, sarebbe cosa gradita se le femminucce rompessero gli indugi e vincessero la timidezza. Diversamente dovrò indossare il classico abito rigido da palombaro.

Le adesioni si accettano tra i commenti qui o su Noantri, dove tra l'altro potrete leggere la lista aggiornata dei partecipanti. Siateci, poiché faremo le nomination per il blogger più alcolico della blogosfera.

PS: Visto che lunedì è anche il mio compleanno, se vi avanza qualche gioiello in casa io non mi offendo.

mercoledì, 27 settembre 2006
author: Tittyna @ 27/09/2006 12:47
category: blog, articoli
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Ogni tanto capita, ad intervalli irregolari come l’apparizione del lume della ragione in alcune teste di eminenti luminari della scienza moderna, di leggere o ascoltare dichiarazioni di qualche presunto “esperto” della rete, di qualche “valente” studioso del fenomeno internet, il quale ci informa più o meno dettagliatamente che quello che stiamo facendo, online, è tutto inutile, sbagliato, irrilevante. Fastidioso quando addirittura stupido e dannoso. Internet, e più precisamente i blog. Blog come punta di un iceberg di gente per lo più perditempo, malata di protagonismo, paladini del nulla che hanno dentro. Pascal Lardellier, su Repubblica delle Donne.

Tutto questo pone dei quesiti ai milioni e milioni di matti che su internet, e attraverso i blog, hanno trovato prima di tutto un utile strumento di comunicazione, aggregazione, conoscenza, svago.

Gli aspetti che stuzzicano maggiormente la mia curiosità, e la mia vena polemica, quando mi capita di leggere interventi simili, sono prettamente due.

Il primo è che prendersela con i blog ed i blogger, benché appaia ormai lo sport mondiale per eccellenza di questi pseudo esperti, non fa che certificare l’importanza primaria che gli stessi rivestono in ambito internet. Ricordo ancora quando anche la tv nazionale si interrogava sul fenomeno chat, arrivando a fare trasmissioni in cui si mettevano in contatto persone che s’erano conosciute e innamorate attraverso questo mezzo. Tempi lontani, oggi di chat e di forum si parla sempre meno, specialmente sui grandi mezzi d’informazione. Si chiedono invece sempre più spesso pareri sui blog e questo, per chi ama e utilizza questo strumento tentando di conoscere e sfruttare appieno tutte le sue potenzialità, quand’anche scoprirne di nuove, è senza dubbio un bel successo.

Il secondo aspetto è che queste dichiarazioni non sono mai delle semplici opinioni. I toni sono sempre accesi, le parole spesso e volentieri sopra le righe, se non addirittura offensive e fuori luogo. Si percepisce facilmente il fastidio e l’astio che queste persone provano nei confronti del blog ma più ancora dei blogger. Non solo sembra impossibile riuscire a farne una critica obiettiva e costruttiva, non solo sembra impossibile che qualche blogger possa essere degno di stima, ma neanche sembra possibile, e questo è decisamente più grave, evitare di fare sempre il solito discorso generalista: i blogger sono…

Eppure personaggi degni di essere definiti esperti o studiosi dovrebbe usare l’accortezza di valutare che quando parlano di blog parlano di qualche milione di blog, con dietro e dentro qualche milione di persone. Se non mi stupisce la superficialità di chi, su un autobus o al bar, si lascia andare a considerazioni tipo “gli italiani sono…”, “i gay sono…”, ecc ecc, la cosa mi lascia invece esterrefatta quando si tratta, appunto, di persone che hanno funzione e fruizione pubblica, e che basano le proprie considerazioni su un tale, assoluto, qualunquismo, pressappochismo, razzismo culturale. Quando questo arriva da sedicenti studiosi, docenti, scienziati vari, la faccenda assume contorni diversi.

Possibile che sia così difficile accettare che il mondo vada avanti? È possibile che in ogni nuovo strumento si debba vedere sempre e comunque un pericolo? Non sarebbe il caso di smetterla di vedere fantasmi dappertutto?

Fonti: Babsi Jones - Manteblog

venerdì, 22 settembre 2006
author: Tittyna @ 22/09/2006 21:56
category: libri, articoli
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Alcuni giorni fa, ho letto questo articolo su “La gazzetta del mezzogiorno” online:

Libro sconosciuto: quasi 6 italiani su 10 non leggono mai "

E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria

ROMA - Libro, questo sconosciuto. Più della metà degli italiani, il 57,7 per cento, non ne ha letto neanche uno durante tutto il 2005, e il 20,1 per cento ne ha letti, sì e no, tre. Il che attarda inesorabilmente l’Italia nella corsa allo sviluppo, vista la strettissima relazione tra indice di lettura e Pil. E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria che hanno il significativo titolo «Investire per crescere».

 

Questa è solo una piccola parte dell’articolo, che potrete leggere integralmente sul sito del giornale. La riflessione che nasce, tra le altre, è questa:

interessanti le considerazioni sul valore storico e sociale del libro, sulla relazione tra lettura e crescita economica, tra lettura e risultati scolastici, tra lettura e maturazione del grano. Ma le motivazioni, le cause, quali sono?

Si legge sempre meno perché il libro è stato sostituito da altri oggetti, perché il tempo libero è sempre meno e lo si adopera per altre attività, perché leggere non è di moda quanto ascoltare musica con i lettori mp3, oppure è un problema che sussiste da tempo, troppo tempo?

Ci sono delle responsabilità per la poca educazione alla lettura che si fa in famiglia e a scuola?

Oppure c’è un problema nella catena scrittore-editore-lettore?

È possibile che, complessivamente, si scriva male, o si produca male, o si legga male?

Sottilmente, in questo genere d’inchieste, s’insinua sempre che il male sia lì, nell’ultimo anello della catena, quasi come se il fruitore ultimo del prodotto fosse un essere acritico devoto alla lettura a prescindere, solo perché leggere è cosa buona e giusta. Invece, a mio parere, il problema risiede negli anelli precedenti, ed in una critica che non sa più rapportarsi al lettore come essere umano fruitore di un opera d’ingegno, bensì ad un semplice consumatore di prodotti di mercato. E allora, invece di suggerire chiavi di lettura e misurare le qualità di un’opera, il critico ci dice solo qual è quella che lava più bianco.

O forse c’è dell’altro, ed io non ci ho ancora pensato.

Ovviamente la crescita di cui si parla nel titolo della ricerca, non è certo umana e morale.

PS: ovviamente trattasi di discorso al momento sui generis, in attesa di approfondimento, ergo non TUTTI gli scrittori, non TUTTI gli editori, non TUTTI i critici. Che qua, nel momento in cui tocchi certe caste, gli anatemi si sprecano.

lunedì, 18 settembre 2006
author: Tittyna @ 18/09/2006 19:42
category: viaggi, articoli, città
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Tutte quelle maledette gallerie. Una dopo l’altra, sempre più lunghe, fastidiose, intempestive. Un po’ come quando la vita si diverte a spostarti, ogni volta un po’ più in là, il traguardo che aspetti da sempre. Arrivando in treno, da Roma, è come se qualcuno decidesse, a pochi metri dall’arrivo, di mostrarti le diapositive di un luogo incantato. Il mare, le scogliere, le piccole insenature e poi buio, rumori di fondo, vento e rotaie, poi di nuovo luce, tramonto sul mare, frange rosse e arancioni e una macchia scura, una piccola imbarcazione, un castello sospeso tra le onde. Un attimo, pochi secondi, poi nuovamente buio, un fischio, una sferragliata, e di nuovo luce, più bassa stavolta, e il mare che sembra grigio adesso.

Genova la incontri così, la prima volta, se nessuno s’è preso la briga d’avvisarti. Diapositive in movimento che ti preparano all’atmosfera, prima ancora che alla città. La Liguria non è certo l’unica regione che si affaccia sul mare, eppure Genova non potrebbe essere altrove.

Solo lì, dov’è, tra la storia e il presente, tra la riva e le colline che diventano presto montagne. È splendida. Bella e non solo. Accogliente, tiepida, che prima di uscire ti copri pensando faccia chissà che freddo e poi invece ti accorgi che no, non è affatto così, che le sue braccia calde t’avvolgono subito e t’accompagnano in giro per il porto antico e le stradine strette che salgono e scendono senza requie. I carruggi, dicono.

Cerchi il suo cuore e lei, distratta, te lo lascia trovare, come un ragazzo troppo presuntuoso per credere che tu possa fargli del male. Lo segui per i vicoli e ad un tratto t’accorgi che sei passata avanti, che lei s’è fatta di lato per lasciarti godere da sola, senza pressioni o imposizioni, della sua gente scolpita nella roccia, erosa dal mare, al tempo stesso dura e friabile, che basta grattare un pochino per vedere uscir fuori l’anima dolce dei pescatori che poco dicono con le parole, ma dentro lo sguardo nascondono la storia del mondo.

Genova non ti chiede di amarla. Non si offre lasciva come chi crede di non essere degno d’amore, come chi è stato troppe volte lasciato e rifiutato. Genova si mostra a chi la vuol vedere, ti accoglie senza fingere d’essere un’altra, che se decidi di restare con lei e di amarla, è perché l’hai capita, ci sei entrata dentro ed hai scoperto, con la bocca aperta e gli occhi sgranati, di assomigliarle più di quanto credevi, più della tua stessa città natale. Non si propone da amante, o da compagna di una notte. Se di notte, passeggiando, ascolti il suo profondo respiro, se la guardi negli occhi, lontana da tutti e da tutto, se accetti l’idea che qualcosa abbia il potere di renderti felice senza fare nulla, allora siediti in faccia al porto e chiedile di non lasciarti più andare via.

Lei lo farà. Io la porto dentro, con il rumore del mare e le facce della gente di cui non conosco il nome, certo, ma l’anima si. L’anima è la tua, Genova.

mercoledì, 13 settembre 2006
author: Tittyna @ 13/09/2006 18:46
category: libri, blog, articoli, mentelocale
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Mentelocale.it, il portale ligure sul quale mi onoro di avere una rubrica giornalistica dedicata principalmente al mondo dei blog, ha rinnovato dopo qualche anno la sua veste grafica. Il motivo per cui vi invito a visitarlo è legato non solo ai nuovi contenuti grafici, peraltro molto apprezzati da me, ma anche per la ricchezza di contenuti e per la facilità d’uso e la completezza d’informazione che offre, non solo su Genova e dintorni. Ovviamente il motivo principale per cui andrete lì sarà leggere “Spunti di Vista”, su questo non nutro alcun dubbio, ma leggere qualcos’altro non potrà farvi alcun male.

Dopo qualche mese di pausa, durante la quale sono stata impegnata in cose letterarie e meno letterarie (si, va bene, anche in un trasloco può esserci della poesia, ma dopo averlo fatto ci mancherebbe pure scriverne), tornerò con un articolo sul fenomeno dei blogger che approdano alla carta stampata, prendendo spunto da Pulsatilla e dal suo libro rivelazione.La ballata delle prugne secche

A questo proposito vi chiedo: secondo voi è vero che gli editori interessati alla blogosfera cercano principalmente testi alla Bridget Jones e Sex & the City, oppure erotismo alla Melissa P.? O c’è spazio e possibilità anche per una scrittura diversa? La pubblicità che ha supportato Pulsatilla sarà a disposizione anche di testi di natura diversa, come sicuramente saranno quelli di Babsi Jones e Manila Benedetto, oppure invece di trovare vetrine di librerie addobbate come a natale, saremo costrette a ordinarlo su IBS? In definitiva la domanda è: per quale ragione il blogger deve essere associato a sesso e risate? (E su questa faccenda la mia amica Dania si pone sempre pericolose domande)

martedì, 12 settembre 2006
author: Tittyna @ 12/09/2006 01:43
category: pensieri, viaggi, blog, considerazioni
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Ormai il peggio è passato, ed il ciclo della vacanze si è concluso. Questo piccolo prontuario servirà a riconoscere in pochi attimi chi è il vacanziero che avete davanti, e nei limiti del possibile a disinnescarlo prima che vi faccia troppo male.

Il “Finalmente!”- Type

L’atteggiamento tipico di questo prototipo è esemplificato dalle parole: “Ah, era ora di tornare al lavoro. Alla fine non c’è niente da fare, il lavoro ti manca, e dopo tanto tempo senti quasi la nostalgia dei luoghi, dei colleghi, delle vecchie, care pratiche da smaltire.

Ecco appunto, quasi. Ci vogliono tra i 5 e i 12 minuti per rendersi conto della stupidità di questo atteggiamento, anche meno per crollare e farsi nuovamente prendere dallo stressante e alienante tran tran quotidiano di ogni maledetto working day. Chi sa vivere (e può permetterselo), si concede una settimana di vacanza ogni due, tre mesi, ed è forse l’unico modo per rendere accettabile tornare alle catene del lavoro salariato.

Tutto questo non vale, ovviamente, per gli informatici. Quelli li avrete sicuramente visti in spiaggia, con il notebook o il palmare collegato ad internet tramite wireless o cellulare, con l’auricolare del telefonino nell’orecchio, la penna ottica in una mano, la videocamera nell’altra, il radio-microfono, intenti a risolvere problemi in aziende lontane centinaia di chilometri mentre, indefessi, giravano il filmino delle vacanze e lo montavano prima di rientrare in albergo, per poterlo inviare via mail a tutti gli amici. Gli amici sono quelli che, rientrati dalle vacanze hanno acceso il pc ed hanno immediatamente cestinato tutte le mail contenenti allegati, così, per sicurezza.

Il “Ci vuole una almeno settimana”- Type

Il secondo, patetico, prototipo è quello che, non appena rimesso piede in ufficio, comincia un meccanico via vai con il bar affermando che ci vuole almeno una settimana per riprendersi dalle vacanze e rientrare nel meccanismo lavorativo in piena efficienza. Questo prototipo si trova in quantità industriali negli uffici pubblici, banche, poste, ambienti dove la piena efficienza lavorativa non è stata mai raggiunta, neanche nei momenti di massimo splendore. Conosco impiegati statali che uscendo di casa la mattina sono soliti salutare la famiglia con le parole: “Ciao, io vado a lavorare”, suscitando così l’ilarità di tutti.

In questi luoghi, per rientrare nel ciclo lavorativo si impiegano, normalmente, circa 52 settimane, ovvero quelle che mancano alle prossime ferie. Fateci caso, quelli che rientrano in questa casistica sono gli stessi che, un paio di settimane dopo il rientro, cominciano a cerchiare di rosso, sul calendario, le prossime festività, calcolando la possibilità di ponti aggiuntivi, la distanza in ore, minuti, secondi, e facendo scattare il countdown per le ferie natalizie. Sono quelli che, incontrandoli lungo i corridoi, vi diranno con fare cospirativo: mancano 103 giorni, 4 ore e 37 minuti a natale. Le persone normali, davanti a simili soggetti, hanno grosse difficoltà a resistere al desiderio di strozzarli sul posto, lasciando sul luogo del delitto una quantità spropositata di impronte digitali, e l’impronta della scarpa sulla faccia della vittima, per prendersi tutti i meriti della soppressione.

Il “Se sapessi…” - Type

Questi qui sono tanto pericolosi quanto evitabili. Si perché, grazie a Dio, si possono riconoscere anche a distanza, anche da un capo all‘altro di un corridoio. Li vedi arrivare in ufficio, il primo giorno utile, imbracciando 10 cd, 25 portafoto e l’aria visibilmente soddisfatta di chi, durante l’estate, se l’è goduta anche per voi. Questi tipi, se lasciati fare, devasteranno il vostro già precario equilibrio psichico per almeno una settimana o più se, oltre ai luoghi visitati, vorranno mostrarvi anche le mitiche imprese compiute a Zanzibar, tipo rompere una noce di cocco o comporre tristissime ghirlande di fiori. Se non sarete abbastanza forti da opporvi con tutte le vostre forze ai loro tentativi di circuirvi, vi propineranno, senza neanche chiedervi il permesso o il gradimento, filmini assolutamente insulsi nei quali potrete ammirare anonime scogliere flagellate dai marosi, tristissimi ombrelloni chiusi durante una mattinata di pioggia, cime tanto innevate quanto desolate, indigeni plasticamente sorridenti, il tutto talmente mosso e sfuocato da farvi credere che, durante le riprese, fosse in atto uno dei terremoti più violenti della storia dell’umanità, o un nuovo attacco terroristico con venti aerei kamikaze.

Le foto, se possibile, saranno ancora peggio. La difficoltà maggiore consisterà nel cercare di capire quale sia il soggetto reale, in considerazione del fatto che ogni singola cellula del vostro cervello si rifiuta di credere sia la grassona spettinata e battuta dal vento che occupa circa il 70% del campo visivo.

Il “Ma per favore!” - Type

Ed eccolo qui, il vero purista antivacanza per eccellenza. Lo snob schizzinoso che “schifa” anche Porto Rotondo. Lui non si mischia con le orde di turisti a caccia della prima fila di ombrelloni. Lui non lo troverete mai in paziente attesa di un check-in o, peggio ancora, in sudaticcia fila al casello autostradale tra bambini addormentati e mogli lamentose. Lui non fa e non disfa valigie, non fa foto ricordo, non colleziona brochure di alberghi extralusso da lasciare distrattamente sulla scrivania per l’invidia dei colleghi. No. Lui trascorrerà il primo mese post-ferie snobbando con alterigia ogni minimo accenno ai trionfi estivi e l’incauto malcapitato che si avventurerà nel chiedergli un parere verrà sommerso da volgarità e cinismo da restarne annientato. Seguirà minuziosa spiegazione di quanto sia stupido e deleterio ammazzarsi di fatica anche durante le vacanze, di come sia bello vivere la città quando si svuota, godersi le meraviglie che offre senza dover combattere con milioni di concittadini (non conta che la città sia Monfalcone. Per lui è lo stesso).

Raccomandazione: se decidete di spiegargli che le città vuote sono ormai un luogo comune ed al tempo stesso un’utopia, e che in città come per esempio Roma, il rapporto tra cittadini che vanno via e turisti che arrivano è 1 a 20, e che ad agosto per entrare in un museo devi fare più fila che il 13 novembre, beh, assicuratevi di essere nei pressi della porta, per una rapida fuga.

Il distaccato - Type

Questo qui è il classico tipo che di andare in vacanza non aveva proprio voglia. Lo si riconosce dall’aria palesemente annoiata e dalla camminata stanca, di quello che è stato obbligato a lunghe passeggiate sul bagnasciuga di Papeete mentre avrebbe preferito di gran lunga bere un caffè nel centro di Legnano, insieme a tre pensionati della vicina bocciofila. Ha l’abbronzatura marcata tipica di chi ha trascorso lunghe ore a dormire in spiaggia, una varietà smisurata di ninnoli appesi al collo ed ai polsi. Questi soggetti sono andati in vacanza da soli, non sono stati in grado di instaurare il benché minimo rapporto sociale, e per questo hanno ceduto alle lusinghe dei venditori ambulanti indigeni, con l’unico scopo di scambiare due chiacchiere con qualcuno e non dimenticare l’uso del linguaggio.

Hanno letto moltissimo, hanno tentato qualche sortita nei locali notturni alla moda a caccia di compagnia femminile, ovviamente invano, ed hanno infine atteso con pazienza il giorno della ripartenza.

Il lato più triste della vicenda è che questi soggetti parlando noiosamente della loro vacanza, vi renderanno noto di essere stati nel luogo dove voi sognate da una vita di andare e che non potrete mai permettervi. E mentre voi, nonostante tutto, siete riusciti a godervi perfino Riccione, loro hanno la faccia da reduci del vietnam pure dopo tre settimane di polinesia.

Se vi dovesse scappare di strangolarli, fatelo senza indugio.

ico-mawardnominee2006

Ciò detto, se proprio non avete niente di meglio da fare, un voto al Tittyna Blog farebbe davvero felice la tenutaria di questo sito. In questo periodo una piccola soddisfazione necessita come il pane. Chiunque decida di compiere l’incauto passo e di affrontare il foglio excel adibito alla votazione può lasciare una traccia nei commenti. È prevista una lauta ricompensa.

mercoledì, 06 settembre 2006
author: Tittyna @ 06/09/2006 20:40
category: pensieri, amicizia
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Ti ascolto. Sento musica. La tua voce resta sospesa tra le cose che dici e mentre ho paura di perderne il senso continuo ad ascoltare quella musica. La tua voce.
Ti ascolto, giuro che ti ascolto, e non è che non ho voglia di parlarti, o di dirti cose mie, è che mi piace quella musica. La tua voce.
Immagino i volti di chi l’ascolta ogni giorno e forse, anzi sono certa, quella musica non ha lo stesso effetto. Si perde, tra i rumori della strada, il tintinnio dei bicchieri sul tavolo, il fragore di quelli che cadono a terra e si frantumano, cancellando il passato.
Ti ascolto, vorrei chiederti di parlare ancora, di raccontarmi la tua vita, di suonare ancora i sentimenti che attraversano i fili e le distanze per giungere a me ancora integri, come appena usciti dalle tue labbra.
Chissà se lui ti chiede di parlargli, chissà se ti chiede di sussurrargli all’orecchio quello che senti, e quello che sei. Forse si, io lo farei.
Io, la prossima volta, non riattacco. Fallo tu, come quando eravamo adolescenti, e quella cornetta leggera non voleva saperne di appoggiarsi alla sua culla. Ti porterei nel mio ipod, come la più intima delle ballate, amica mia.
Music font
domenica, 03 settembre 2006
author: Tittyna @ 03/09/2006 23:30
category: pensieri, considerazioni
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Casa al lago

 

È tutto calmo, tutto tranquillo, come il giardino assolato di una casa in campagna. Le parole sono rare, e quelle poche scivolano fluide e senza lasciare traccia, senza cambiare nulla. Passano via, come passa il tempo quando ti perdi nei ricordi. Non c’è vento, non c’è ansia, non c’è nemmeno un po’ di tensione. Pare come se tutta la rabbia e la paura e le angosce si fossero dissolte, come fossero appartenute ad altri, non a me.

C’è il sole alto, e le foglie degli alberi, immobili, sembrano aspettare senza troppa convinzione che arrivi un improbabile refolo di vento. Non c’è volo di uccelli, nessun suono in lontananza, nessuno che stia per arrivare, nemmeno un lontano rumore di auto o lo squillo di un telefono. Attraverso il cancello ed esco fuori per vedere se il mondo è ancora lì, ma non ho idea di quale mondo sto cercando. Il mio, quello altrui, o quello che nel profondo mi appartiene. Forse penso a quello che scorrerà senza di te. Anche senza di te.

Gli amici, l’amore, la voglia di correre, gli slanci emotivi, sarebbe bello ci fossero, ora. C’è solo silenzio invece, e calma piatta, e caldo soffocante, e nuvole rade e assenza. Cerco d’immaginare le parole che mi accompagneranno e che non sentirò, perché già lontana. Mi auguro siano altri silenzi, ma nutro poche speranze.

Aspetto che la terra tremi, che si apra sotto i miei piedi. Se solo avessi un po’ di coraggio scaverei da me.

Invece aspetto e mai come adesso non c’è niente da aspettare. C’è solo la mia vita, chiusa dentro gli scatoloni, da caricarsi sulle spalle.

venerdì, 25 agosto 2006
author: Tittyna @ 25/08/2006 23:35
category: blog, tittyna
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Non sono morta. Diciamo quasi.

domenica, 13 agosto 2006
author: Tittyna @ 13/08/2006 00:02
category: blog
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Un'altra stagione è finita e da lunedì sarò in ferie. Il regalo che mi sono fatta è questo nuovo template, ed una struttura modello sito web che sono riuscita a creare utilizzando le possibilità offerte da Splinder, di costruire tre blog con un account gratuito. Certo, avrei preferito un vero e proprio sito web, ma francamente sarebbe stato chiedermi troppo. Non ho le capacità tecniche per farlo, non avevo voglia di chiedere aiuto a chi sa farlo, non saprei acquisire un dominio, tantomeno gestirlo.

Grazie alla tecnica dei banner con link, invece, ho realizzato una rete di collegamenti che idealmente rendono il Tittyna Blog la home page di un sito composto da più pagine. C'è la pagina dove ho raccolto tutti i miei racconti, "Babyface", c'è la pagina dove ho pubblicato interamente il romanzo breve "Occhi chiusi", la prima delle "Manila's Stories", c'è la pagina dove proseguirò il "Manuale della Vita di coppia". Insomma, tante novità per riprendere entusiasmo e voglia di comunicare in vista di settembre e della nuova stagione, che sperò sarà ricca di novità piacevoli. Ovviamente saranno graditissime opinioni, consigli e suggerimenti.

Vi auguro delle splendide vacanze, un felice ferragosto, anche se non credo riuscirò a stare mai troppo lontana da qui.

martedì, 08 agosto 2006
author: Tittyna @ 08/08/2006 21:25
category: music, madonna
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madonna gold

Due ore e dieci minuti di show ininterrotto, senza un secondo di pausa sonora o visiva. Musica, luci, immagini, parole, trovate e rappresentazioni che se non fossero state tanto chiacchierate in precedenza, avrebbero lasciato ancor più stupiti. Ma lei è la Regina del pop e quando, in chiusura di show, le ballerine la cingono con un mantello bianco che recita Dancing Queen sulle spalle, altro non è che l’investitura ufficiale da parte di milioni di fans sparsi nel mondo, a dispetto dei critici, dei benpensanti, dei moralisti che attaccano la versione di “Live to tell“ cantata sulla croce, come se un‘artista potesse avere vincoli di censura. Ma tralasciamo questo argomento e l’ipocrisia generalizzata che l’accompagna.

Madonna è la regina del pop, e come tale fa poche concessioni ai sentimenti provinciali. Chi si aspetta ammiccamenti, saluti e baci resta inevitabilmente deluso. Poche parole in italiano, nessuna presentazione iniziale, nessun saluto finale, ma è assurdo aspettarseli, dopo un simile spettacolo. Madonna scende tra i mortali dall’alto, nascosta o meglio protetta da un’enorme mirror ball, che viene giù da 30 metri e si apre in tanti spicchi multicolori sulla bretella che dal palco centrale si spinge in avanti fendendo il pubblico. Lei, in abbigliamento da dominatrice, prende possesso del luogo e dei sensi, determina l’atmosfera, e tenendo al guinzaglio un ballerino, idealmente afferra al laccio tutti i 70 mila dell’olimpico, senza che nessuno mostri l’intenzione di resisterle. E sarebbe inutile anche solo tentarlo.

Due ore dopo, così come è apparsa, Madonna svanisce nel nulla, esattamente come farebbe una Dea, un essere sovrannaturale e mitologico, del quale ci si domanda, uscendo dal tempio, se sia esistita realmente o meno. Quei dieci minuti seguenti, in cui tutti indistintamente si chiedono se lo show è davvero finito, sono un ulteriore parte dello spettacolo che Madonna regala, lasciando in tutti, palpabile, il desiderio che riappaia di nuovo. Desiderio che lei, da Regina del pop, da vera ultima Diva, lascia inappagato.

Tra discesa e sparizione, in una totale full immersion di suoni e colori, lei c’è anche quando non appare, anche quando, nel backstage, si cambia d’abito lasciando agli atleti ballerini il compito d’intrattenere il pubblico. Lei è presente sempre, per tutta la durata di uno show spettacolare, coinvolgente, che fa trascorrere il tempo senza averne percezione. Madonna rappresenta il suo tempo, in qualche caso lo anticipa, in altri lo celebra, in altri ancora lo rievoca dal passato, attualizzandolo. La versione di Like a virgin, con arrangiamento adattato ai ritmi del Confessions Tour, su un cavallo da giostra e movimenti da lap dance, è lontana anni luce da quella del “Blonde ambition Tour” eppure mentre la vivi sai che non potrebbe essere diversamente, che non sono più gli anni 90, che quel che ha fatto lei all’epoca è stato rifatto così tante volte da tanti altri che non avrebbe più senso riproporlo. E che lei è Lei anche per questo, perché mai si è ripetuta, copiata, autocelebrata, rischiando sempre, ad ogni cambiamento, sulla sua pelle.

Cercare perfezioni vocali, virtuosismi musicali, nel suo show, è pura assurdità. Madonna non è più, forse non lo è mai stata, semplicemente una cantante. Le cantanti sono altre, sono quelle che ti rapiscono il cuore per i 4 minuti di un pezzo grazie alle qualità canore e poi via, un’altra canzone. Misurare Madonna su di loro sarebbe come fare una gara di corsa tra una bicicletta e un’auto da corsa. È improponibile. Madonna è lo show, è puro spettacolo pop, planetario, senza confini, senza regole che non siano le sue. Definirla cantante significherebbe ridurne le dimensioni, significherebbe uniformarla alle tante american girls che tentano, da anni e senza successo, di imitarla. Madonna è oltre. È irraggiungibile. È studio maniacale di ogni singolo dettaglio, dalle luci per ogni pezzo alle immagini proiettate sui maxischermi agli abiti suoi come dei ballerini. C’è la musica, le immagini, e ci sono i corpi.

La presenza del corpo è determinante, è il centro pulsante, più che la mente o i sensi. Il corpo si mostra, si concede e si esalta. Le prodezze atletiche mostrate in scena hanno, in parecchi casi dell’incredibile. Più che porre l’attenzione sulla croce di Live to tell, banale rifugio di chi, dello show, ha solo sentito parlare da altri, sarebbe opportuno porla nei confronti di un gruppo di atleti (ballerini sarebbe francamente riduttivo) capace di mostrare come anche le leggi fisiche siano in realtà superabili. Leggi fisiche, leggi spazio temporali, tutto questo viene infranto, superato, cancellato, da uno spettacolo di cui Madonna è principale artefice ed alla quale sarebbe possibile dire solo “grazie”.

Sorry, Get together, Hung up, Substitute for love, Music, Ray of Light, le canzoni proposte poi, alla fine, non hanno alcuna importanza, né quali né in che ordine. Aspettarsene alcune invece di altre, rammaricarsi per non aver ascoltato i successi del passato, tutto questo non appartiene a chi era sotto il palco per godere di lei, della sua presenza scenica, del suo cantare e ballare per due ore senza alcuna sosta.

Madonna è la regina del pop, tutto il resto sono chiacchiere senza costrutto, o pura e semplice invidia di chi vorrebbe da lei concessioni che una Diva, forse l’ultima vera Diva che c’è, non può proprio concedere.

Questo è l'articolo di taglio giornalistico. Domani, invece, la mia giornata e le mie personalissime emozioni lì, nel corridoio tra il palco e il pubblico.

lunedì, 07 agosto 2006
author: Tittyna @ 07/08/2006 13:53
category: music, concerti, madonna
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Madonna Tour

A breve online foto, commenti, video.